Cosa è possibile fare oltre ad incenerire?

Sport e musica in città

 

 

   
 

Perchè dire No all'inceneritore:

Negli ultimi decenni i paesi industrializzati sono stati alla base di un consumismo sfegatato. Oggi ci troviamo davanti ad una situazione disastrosa; l'emergenza rifiuti è diventata la malattia cronica di tutte le società industrializzate.

La produzione pro-capite di rifiuti urbani è particolarmente elevata: 617 Kg/abitante per anno al nord e 491 Kg/abitante per anno al sud. Inoltre si assiste ad un continuo incremento annuo.

In Italia il sistema di smaltimento più utilizzato è la discarica, oggi, però, quelle in uso sono quasi sature e scarseggiano le aree da adibire a discarica.

La domanda sorge spontanea: dove smaltiamo i rifiuti?

Qualcuno ha avuto la "brillante" idea di servirsi degli inceneritori. Tra i vantaggi: la riduzione dei volumi dei rifiuti e il recupero di energia termica.

Ma qualcuno non si rende conto che gli svantaggi di questo impianto possono portare a gravissimi disagi ambientali.

Incenerendo i rifiuti non è che si risolva il problema: semplicemente si usa l'aria come discarica.

non si riescono a raggiungere elevate efficienze per la rimozione di inquinanti gassosi come:

INQUINANTI

               EFFETTI TOSSICI

Monossido di carbonio

Il CO ha la capacità di fissarsi con l'emoglobina del sangue, formando la carbossiemoglobina (COHb), e riducendo in tal modo la capacita' del sangue di trasportare ossigeno nelle varie parti del corpo.

Gas acidi

Sono gas molto tossici, poiché irritanti per occhi e mucose e inibiscono la respirazione cellulare

Materiale particolato

Gli effetti acuti (aggravamento di sintomi respiratori e cardiaci in soggetti predisposti, infezioni respiratorie acute, crisi di asma bronchiale, disturbi circolatori ed ischemici). Gli effetti di tipo cronico (sintomi respiratori cronici quale tosse e catarro, diminuzione della capacita' polmonare, bronchite cronica, tumore polmonare).

Monossido e biossido di azoto

L'NO2 agisce principalmente come sostanza ossidante che puo' danneggiare le membrane e le proteine cellulari. Diversi studi, sia epidemiologici che sperimentali, hanno inoltre evidenziato che l'esposizione cronica a NO2 puo' essere causa di effetti respiratori cronici. Sono tra i principali responsabili dello "smog fotochimico"

Metalli pesanti

Questi elementi si accumulano nell'organismo determinando effetti nocivi a breve e lungo termine, diversi a seconda del metallo . Possono causare danni ai reni, al sistema nervoso e al sistema immunitario, e in certi casi avere effetti cancerogeni. I sintomi più classici di intossicazione da metalli pesanti sono l'irritabilità ed instabilità dell'umore, depressione, cefalee, tremori, perdita di memoria, ridotte capacità visive.

Composti organoclorurati (policlorodibenzodiossine e policlorodibenzofurani)

La diossina a causa della sua liposolubilità e della relativa resistenza alla degradazione metabolica, è un contaminante ambientale persistente ed è quindi in grado di accumularsi lungo la catena alimentare, costituendo una minaccia su grande scala ed a lungo termine per la salute pubblica e la qualità dell'ambiente

Questi sono soltanto gli inquinanti gassosi, bisogna poi tenere conto di quelli liquidi e solidi (scorie e ceneri), questi prodotti sono in genere pari al 30% in peso e il 10% in volume della quantità originaria di rifiuti.

Provocano, inoltre, danni all'ambiente acquatico e all'atmosfera; pensate alla flora e alla fauna dei nostri mari.

Ma qual è allora la soluzione ottimale al problema?

Il decreto Ronchi definisce con il termine gestione le attività relative alla raccolta, trasporto, recupero e smaltimento dei rifiuti.

Se una elevata percentuale di rifiuti fosse recuperata, allo smaltimento finale se ne manderebbe una quantità minima.

Inoltre la nuova tariffa sui rifiuti (e non tassa) prevede una quota fissa uguale per tutti e una quota variabile in funzione della quota di raccolta differenziata raggiunta nell'ambito territoriale di appartenenza.(art. 49 del decreto n° 22/1999)

La soluzione più opportuna è quella di incrementare la raccolta differenziata.

Il lieve incremento che si registra sottolinea il ritardo che l'Italia sconta rispetto ad altri Paesi europei, soprattutto si continua a rilevare questa ampia differenza tra Nord, Centro e Sud.

Al Nord Italia ha raggiunto il 35,5%, al Centro il 18,3% e il Sud l' 8,1%. In Sicilia, si parla addirittura del 5%.

Il decreto Ronchi prevede delle scadenze temporali biennali di raccolta differenziata negli Ambiti Territoriali Ottimali:

1999: 15%        -      2001: 25%            -       2003: 35%           -       2005:  45%

Ciò dimostra che l'Italia non ha rispettato le scadenze del decreto.

A chi pensa che l'impianto possa favorire il recupero di energia termica, vogliamo ricordare che la tecnologia va avanti e le fonti rinnovabili sono ormai largamente utilizzate e raggiungono rendimenti elevati. L'Italia è un paese mediterraneo, lo abbiamo forse dimenticato?

Articolo tratto dallo studio pubblicato su www.balestratesi.it, dove vengono esposte le ragioni contro l'incenerimento dei rifiuti in Sicilia.

Vuoi dire la tua? Visita il Blog ed il Forum dedicati!

Questo materiale può essere fatto circolare liberamente, a patto di citarne la fonte.

 
 

 

Chiunque desideri partecipare inviando materiali testuali, interviste, sondaggi, contribuiti audio o video etc è pregato di contattare redazione@follonicaonline.com

 

 

 

 

 

 

About Us | Site Map | Privacy Policy | Note legali |Contact Us| ©2006 Web design e-team   Progetto e sviluppo internet Silvia Lupano