Perchè dire No all'inceneritore: Negli ultimi decenni i paesi industrializzati sono stati alla base di un consumismo sfegatato. Oggi ci troviamo davanti ad una situazione disastrosa; l'emergenza rifiuti è diventata la malattia cronica di tutte le società industrializzate. La produzione pro-capite di rifiuti urbani è particolarmente elevata: 617 Kg/abitante per anno al nord e 491 Kg/abitante per anno al sud. Inoltre si assiste ad un continuo incremento annuo. In Italia il sistema di smaltimento più utilizzato è la discarica, oggi, però, quelle in uso sono quasi sature e scarseggiano le aree da adibire a discarica. La domanda sorge spontanea: dove smaltiamo i rifiuti? Qualcuno ha avuto la "brillante" idea di servirsi degli inceneritori. Tra i vantaggi: la riduzione dei volumi dei rifiuti e il recupero di energia termica. Ma qualcuno non si rende conto che gli svantaggi di questo impianto possono portare a gravissimi disagi ambientali. Incenerendo i rifiuti non è che si risolva il problema: semplicemente si usa l'aria come discarica. non si riescono a raggiungere elevate efficienze per la rimozione di inquinanti gassosi come:
Questi sono soltanto gli inquinanti gassosi, bisogna poi tenere conto di quelli liquidi e solidi (scorie e ceneri), questi prodotti sono in genere pari al 30% in peso e il 10% in volume della quantità originaria di rifiuti. Provocano, inoltre, danni all'ambiente acquatico e all'atmosfera; pensate alla flora e alla fauna dei nostri mari. Ma qual è allora la soluzione ottimale al problema? Il decreto Ronchi definisce con il termine gestione le attività relative alla raccolta, trasporto, recupero e smaltimento dei rifiuti. Se una elevata percentuale di rifiuti fosse recuperata, allo smaltimento finale se ne manderebbe una quantità minima. Inoltre la nuova tariffa sui rifiuti (e non tassa) prevede una quota fissa uguale per tutti e una quota variabile in funzione della quota di raccolta differenziata raggiunta nell'ambito territoriale di appartenenza.(art. 49 del decreto n° 22/1999) La soluzione più opportuna è quella di incrementare la raccolta differenziata. Il lieve incremento che si registra sottolinea il ritardo che l'Italia sconta rispetto ad altri Paesi europei, soprattutto si continua a rilevare questa ampia differenza tra Nord, Centro e Sud. Al Nord Italia ha raggiunto il 35,5%, al Centro il 18,3% e il Sud l' 8,1%. In Sicilia, si parla addirittura del 5%. Il decreto Ronchi prevede delle scadenze temporali biennali di raccolta differenziata negli Ambiti Territoriali Ottimali: 1999: 15% - 2001: 25% - 2003: 35% - 2005: 45% Ciò dimostra che l'Italia non ha rispettato le scadenze del decreto. A chi pensa che l'impianto possa favorire il recupero di energia termica, vogliamo ricordare che la tecnologia va avanti e le fonti rinnovabili sono ormai largamente utilizzate e raggiungono rendimenti elevati. L'Italia è un paese mediterraneo, lo abbiamo forse dimenticato? Articolo tratto dallo studio pubblicato su www.balestratesi.it, dove vengono esposte le ragioni contro l'incenerimento dei rifiuti in Sicilia. Vuoi dire la tua? Visita il Blog ed il Forum dedicati! Questo materiale può essere fatto circolare liberamente, a patto di citarne la fonte. |
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